Adeguamento MT

Adeguamento MT

Adeguare il proprio impianto MT ai requisiti tecnici della delibera 333/07 (allegato A) e ARG/elt 33/08 (allegato C) pubblicato dall’AEEGSI è obbligatorio per non incorrere in pagamento di penalità, che vedremo di seguito come calcolare, e il  CTS.

Ma è bene prima conoscere quali sono questi requisiti e come affrontare il processo di adeguamento in base alle proprie esigenze. Proseguendo nella navigazione troverete le informazioni necessarie e i relativi approfondimenti.

Per ulteriori informazioni potete contattarci e saremo lieti di offrirvi la nostra consulenza.

Alcuni cenni sull’AEEGSI

L’ AEEGSI ( Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico) secondo la legge istitutiva del 1995, ha essenzialmente la funzione di «garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nel settore dei servizi di pubblica utilità, assicurandone la fruibilità e la diffusione in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale, definendo un sistema tariffario certo, trasparente e basato su criteri predefiniti, promuovendo la tutela degli interessi di utenti e consumatori».

L’AEEGSI ha definito un Indicatore di continuità per singolo utente MT. Tale indicatore, valutato per ogni singolo utente MT, è pari al numero di interruzioni senza preavviso lunghe (> 3’) e brevi (> 1 s e < 3’), subite nell’anno dal cliente medesimo con esclusione di:

  • Interruzioni senza preavviso lunghe o brevi attribuite a cause di forza maggiore;
  • Interruzioni senza preavviso lunghe o brevi attribuite a cause esterne
  • Interruzioni senza preavviso lunghe o brevi causate dal medesimo utente Interessato
  • Interruzioni senza preavviso transitorie (< 1 s)

Con riferimento all’indicatore di continuità, sono definiti i seguenti livelli specifici di continuità:

a) ambiti territoriali ad alta concentrazione (oltre 50.000 abitanti): 6 interruzioni senza preavviso lunghe più brevi all’anno;
b) ambiti territoriali a media concentrazione con n° di abitanti compresi tra i 5.000 e i 50.000) : 9 interruzioni senza preavviso lunghe più brevi all’anno;
c) ambiti territoriali a bassa concentrazione (con n° di abitanti inferiori a 5.000) : 10 interruzioni senza preavviso lunghe più brevi all’anno.

 

L’impresa distributrice che non rispetta i livelli specifici di continuità è sottoposta per ogni utente MT ad una penalità P pari a:

dove:

a) n è il numero di interruzioni, per ciascun utente MT, per il quale non risultano rispettati i livelli specifici di continuità del servizio,
b) w è il parametro che fissa il tetto al numero massimo di interruzioni penalizzabili: assume il valore 3s a partire dal 2016;
c) s è il livello specifico di continuità;
d) PEIi è la potenza effettiva interrotta, dell’utente MT relativa all’interruzione i, espressa in kW, misurata nel quarto d’ora precedente quello in cui ha inizio l’interruzione;
e) Vp è un parametro che assume il valore di 2,70 €/kW interrotto

L’indennizzo I per ciascun utente MT di cui al comma 37.2 per il quale non risulti rispettato il livello specifico di continuità del servizio di cui al predente comma 37.1, che abbia documentato per il medesimo anno il rispetto dei requisiti tecnici di cui all’articolo 39 e la cui dichiarazione di adeguatezza non sia stata revocata dall’impresa distributrice ai sensi dell’articolo 40, è pari alla penalità P di cui al comma 38.2.

Standard Qualitativi

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L’impresa distributrice non è tenuta a corrispondere i rimborsi qualora ricorra una delle seguenti circostanze:
a) il rimborso sia destinato a un utente non in regola con i pagamenti relativi al servizio di distribuzione;
b) il rimborso si riferisca a un’interruzione causata dallo stesso utente a cui sarebbe destinato, oppure si riferisca ad un’interruzione dovuta ad ordini impartiti da pubbliche autorità, amministrative o giudiziarie, per accertamenti inerenti all’impianto di utenza o all’utente medesimo;
c) il rimborso si riferisca a interruzioni attribuite a forza maggiore per furti documentati;
d) il rimborso sia destinato a un utente MT che non abbia presentato la dichiarazione di adeguatezza di cui al comma 40.1 o che abbia presentato una dichiarazione di adeguatezza non completa, non conforme o revocata;

Agli utenti non adeguati spetta, inoltre, il pagamento del CTS o CTSM

Che cos’è il CTS?

CTS è un Corrispettivo Tariffario Specifico cioè una voce nella bolletta, per i clienti finali e per le altre utenze (produttori o autoproduttori) connessi in media tensione che non hanno adeguato il proprio punto di consegna ai requisiti tecnici della delibera 333/07 (allegato A) e ARG/elt 33/08 (allegato C).

Il corrispettivo tariffario specifico CTS è pari, su base annua, a:

a) 500,00 € per gli utenti MT con PD pari o inferiore a 400 kW;
b) (500+750*[(PD-400)/400]0,7) € per gli utenti MT con PD superiore a 400 kW e inferiore o uguale a 3.000 kW;
c) 3.280,36 € per gli utenti MT con PD superiore a 3.000 kW, dove PD è il valore massimo tra la potenza disponibile in prelievo e la potenza disponibile in immissione valutate al 1° gennaio dell’anno cui il calcolo del CTS si riferisce.

Che cos’è il CTSm?

CTSM è il Corrispettivo Tariffario Specifico maggiorato, secondo quanto previsto dalle disposizioni della delibera 33/08. Il CTSM si applica a partire dal 2009

Quando si deve pagare il CTSm?

Il cliente in media tensione che ha richiesto la connessione prima del 16 novembre 2006 e non ha inviato la dichiarazione di adeguatezza paga il CTSm in sostituzione del CTS nel caso in cui:

  • Con potenza disponibile inferiore o uguale a 400 kW, il cliente richieda a partire dal 1° settembre 2008 aumenti di potenza per almeno 50 kW complessivi oppure, senza averli richiesti, siano stati registrati dal suo contatore di energia elettrica come sistematici prelievi di potenza oltre la disponibile. Si considera sistematico il superamento effettuato in almeno due distinti mesi nell’anno solare.
  • Con potenza disponibile superiore a 400 kW, il cliente richieda a partire dal 1° settembre 2008 aumenti di potenza per almeno 100 kW complessivi oppure, senza averli richiesti, siano stati registrati dal suo contatore di energia elettrica come sistematici prelievi di potenza oltre la disponibile. Si considera sistematico il superamento effettuato in almeno due distinti mesi nell’anno solare;
  • Il cliente richieda, a partire dal 1° settembre 2008, un qualunque aumento di potenza disponibile che determini il superamento dei 400 kW;
  • Il cliente richieda il subentro rispetto a una preesistente utenza con durata inferiore ad un anno e, contemporaneamente, aumenti di potenza secondo le soglie suddette.
  • Si verifichi, a seguito dell’aggiunta di nuovi trasformatori in parallelo ad altri esistenti o di sostituzione dei trasformatori esistenti, il mancato rispetto della potenza massima dei trasformatori in parallelo o della potenza massima dei trasformatori contemporaneamente energizzabili di cui alla norma CEI 0-16, accertato a fronte di controlli effettuati dall’impresa distributrice, sia nel caso in cui la dichiarazione di adeguatezza sia già stata inviata (in tal caso viene revocata) sia nel caso in cui la dichiarazione non sia stata inviata perché la richiesta di connessione è stata effettuata dopo il 16 novembre 2006 (in questi casi ai fini dell’adeguamento non è necessario l’invio della dichiarazione di adeguatezza).

Il pagamento del CTSm avviene con le stesse modalità del CTS, cioè tramite la bolletta.

Come si calcola il CTSm?

Il CTSm è una maggiorazione della quota CTS, che dipende dagli anni di mancato adeguamento degli impianti secondo la formula:
CTSM = CTS * (1 + n)
dove n vale 1 per il primo anno successivo al raggiungimento delle condizioni di maggiorazione del CTS (ad esempio, nel caso di più aumenti di potenza disponibile, il momento dell’aumento che fa superare la soglia 50 kW o 100 kW), n vale 2 per il secondo anno successivo, n vale 3 per il terzo anno e per tutti gli anni successivi. La quota CTS dipende dalla potenza disponibile del cliente e dall’energia elettrica prelevata, entrambe riferite all’anno precedente quello di versamento del CTSm. Ad esempio se l’aumento di potenza avviene nel 2009, nel 2010 il CTSM vale 2*CTS con CTS, in particolare E/P, riferito all’anno 2009; nel 2011 il CTSm vale 3*CTS con CTS, in particolare E/P, riferito all’anno 2010 e così via.

Un vantaggio immediato

Avere un impianto adeguato significa accedere a vantaggi immediati e futuri. Il distributore di energia elettrica non applicherà più il CTS a partire dalla data di consegna della Dichiarazione di Adeguatezza, salvo eventuali controlli che potrà eseguire per verificare l’effettivo adeguamento del tuo impianto.

E uno futuro

All’utente che ha consegnato la Dichiarazione di Adeguatezza, il distributore è tenuto a riconoscere un indennizzo in caso di eccessiva numerosità di interruzioni lunghe e/o brevi e in caso di interruzioni di eccezionale durata che superino gli standard stabiliti dell’Autorità. Il distributore  accrediterà la somma automaticamente nella bolletta di giugno dell’anno successivo a quello delle interruzioni.
Entro la stessa data il distributore  invierà l’elenco delle interruzioni lunghe e brevi subite nell’anno precedente o  metterà a disposizione tali informazioni sul sito internet nella sezione a te dedicata.

Una semplice valutazione economica

Ecco un esempio di forniture elettriche in media tensione a utenti finali in prelievo, con potenza disponibile da 200 kW fino a 4000 kW in un Comune appartenente all’Ambito Territoriale della Media Concentrazione (con numero di abitanti compreso tra 5.000 e 50.000).
Supponiamo che l’utente subisca, in un anno, 12 interruzioni di energia elettrica senza preavviso lunghe e/o brevi (lo standard previsto dall’Autorità per tali utenti è pari a 9 interruzioni lunghe e/o brevi), durante ciascuna delle quali, per semplicità, il prelievo della potenza è pari alla metà della potenza disponibile.
Se l’utente si adegua non deve versare il CTS annuo indicato ed ha, inoltre, diritto a ricevere l’indennizzo automatico annuo per le interruzioni che eccedono lo standard previsto dall’Autorità, come di seguito indicato.

Potenza Disponibile Potenza interrotta CTS anno Indennizzi automatici
kW kW €/anno €/anno
200 100 500 810
400 200 500 1620
500 250 784,2 2025
1000 500 1496,2 4050
2000 1000 2479,3 8100
3000 1500 3280,4 12150
4000 2000 3280,4 16200

C’è, infine, da evidenziare che, oltre ai vantaggi economici (cessazione del pagamento del CTS, eventualmente maggiorato), l’adeguamento del punto di consegna comporta benefici in termini di affidabilità e sicurezza dell’impianto MT, contribuendo alla diminuzione del numero di interruzioni della fornitura elettrica per l’utente stesso e per tutti gli altri clienti connessi alla stessa linea di media tensione di proprietà del distributore.